I miei propositi per il 2017. Meta-pensiero #03

Buoni propositi. Bella roba. Due parole che dicono tanto, forse troppo, due parole che spesso mettono ansia anche solo a pensarle.

Quando si parla dei buoni propositi per l’anno nuovo alle volte si dicono tante cose e, a cavallo tra i sogni e qualcosa di letteralmente irrealizzabile, spesso si arriva a rendere concreto poco quanto nulla di cui si era programmato.

Vale la pena, dunque, fare dei buoni propositi?

La risposta è, come tante cose a questo mondo, soggettiva e relativa. Dipende dal singolo, da quanto si dà importanza alle proprie parole e alla voglia – se presente – di renderle poi fatti, gesti tangibili.

Per me è importante, se non altro perché sento di essere arrivata a un punto della mia vita in cui non ho più spazio per i “vorrei”, ma soltanto per i “voglio”, e ho deciso di mettere nero su bianco i miei desideri – fattibili, almeno credo – e di impegnarmi quanto più possibile per realizzarli. Non che i “vorrei” spariscono da un giorno all’altro, ci mancherebbe, ma quando mi ritaglio del tempo per me e per le mie riflessioni – non a caso anche questo è un meta-pensiero – sento di conoscermi un po’ di più rispetto a degli istanti prima, e ammetto a voce alta di volere certezze, di costruire qualcosa, in qualsiasi ambito che io reputo importante.

E, non lo nego, sono una persona che vuole tenere sotto controllo quanto più possibile – faccenda da INTJ, mi dicono, secondo la personalità da Myers-Briggs.

Bando alle ciance, i miei propositi per quest’anno sono:

1)    Voglio terminare quest’anno i miei progetti da fanwriter già iniziati sia come storie postate sia come file nella mia cartella “Da completare”. Se non tutti, almeno la maggior parte, perché ho deciso di smetterla col fanwriting o, per meglio dire, dilettarmici di tanto in tanto in maniera molto sporadica a partire dal prossimo anno, senza troppi grilli per la testa. Il fanwriting è sempre stato un divertimento e una passione, ma non slegati da un certo impegno, e se vedo che il mio impegno non è apprezzato, tanto vale dedicarmi a qualcos’altro. A tal proposito ho iniziato a mettere nella mia biscottiera di BB-8 qualsiasi altra idea fandomica che mi viene in mente sotto forma di foglietto in cui raccolgo le idee che mi sono frullate; le tengo lontane da me – non senza appuntarle – perché sono fermamente intenzionata a non scrivere altro “di nuovo”;

2)    Voglio stare meno sui social network. Sebbene i quarantenni abbiano ragione sulla faccenda “pulizia contatti”, alle volte essa non basta perché persone con cui ti trovi anche bene a parlare hanno certe uscite che ti fanno cadere le braccia e arriva la cocente delusione, unita a una gastrite e a un malessere – almeno per me – non indifferente. Visto che spesso mi sento un’outsider anche lì sopra dato che se dico qualcosa o mi si dice che non capisco un cazzo oppure mi si mangia preferisco limitare quanto più possibile la mia presenza. È il mio benessere che conta, il resto viene immediatamente dopo;

3)    Voglio capire cosa fare con i blog e le recensioni. Anche qui, come per il fanwriting, data la demotivazione nata dal “ma chi me lo fa fare?”, mi do quest’anno di tempo per vedere se smettere del tutto di aggiornarli e smettere con le recensioni qui sopra, di modo che possa impiegare il tempo in qualcosa di più costruttivo. Ammettere un fallimento farebbe male, ma esserne consapevole mi farebbe stare meglio con me stessa perché sarei pronta a ricominciare;

4)    Voglio regalarmi più tempo in compagnia delle persone che amo;

5)    Voglio stare meglio, parlando della mia salute fisica, quindi ce la metterò tutta per perdere i chili che mi mancano per arrivare al mio peso forma, non dimenticando di fare controlli (questo mi risulta facile, sto molto attenta alla mia salute e faccio la mediconzola di me stessa);

6)    Voglio costruire qualcosa sentimentalmente parlando secondo il mio modo di vivere una relazione;

7)    Voglio leggere tanto e vedere più film al cinema (non sarebbe mancato un punto al riguardo). Per questo punto proverò per la prima volta in vita mia a fare una reading challenge, sperando di non abbandonarla prima perché potrei vederla come un’imposizione.

Sette punti, sette buoni propositi; vediamo quanti riuscirò a concretizzarne; se non altro il mio impegno c’è.

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